Incontro a Milano con Sebastiao Salgado, ascoltando la testimonianza diretta di uno dei più grandi fotografi del mondo, insieme al pompiere Mike, 25 anni dopo le grandi immagini dello spegnimento dei pozzi in fiamme nel 1991 con la Guerra del Golfo in Kuwait.

“Non ho mai visto, né prima né dopo quel momento, un disastro innaturale così enorme.” (Sebastião Salgado)

Era il 1991 e la crisi in Medio Oriente e la Guerra del Golfo erano al centro del dibattito mondiale. Quando in Kuwait i soldati iracheni incendiarono oltre 600 pozzi di petrolio per ostacolare l’avanzata della coalizione militare guidata dagli statunitensi, Salgado fu tra i primi fotografi a intuire la reale portata e la gravità di questa situazione.

La guerra si era conclusa da solo un mese e nelle fotografie di Salgado ritroviamo vivido il paesaggio infernale che stava letteralmente bruciando davanti ai suoi occhi. Era in corso un disastro ambientale e decise di documentarlo seguendo l’operato dei vigili del fuoco e dei tecnici specializzati chiamati da tutto il mondo per limitare i danni e arginare le perdite.

 

Salgado con l’amico Mike: il pompiere da lui fotografato 25 anni fa mentre era impegnato nello spegnimento del pozzo petrolifero

Incontro con Oliviero Toscani per parlare di come “Comunicare con l’immagine”

 

A lezione di composizione fotografica con la docente Universitaria Marianna Santoni. Una serata dedicata all’analisi delle figure retoriche dei grandi maestri della fotografia. Non si ha mai finito di imparare…

 

Incontro con il fotografo americano David LaChapelle presso l’Università Iuav di Venezia.

All’inizio l’artista ha voluto parlare della sua vita mostrando foto personali e della sua famiglia: dalla madre con la passione dell’arte al padre molto religioso. A 15 anni, vittima di bullismo, lascia la scuola e con la famiglia si trasferisce a New York dove frequenta una scuola artistica e si appassiona prima al disegno, poi alla fotografia.
Negli anni ’80 incontra Andy Warhol e comincia a lavorare per la rivista Factory. Vive una vita felice e di successo fino a quando arrivano i primi casi di Aids. La vita di David viene molto segnata da ciò poiché vedendo molte persone morire (inclusi amici giovani), teme anch’egli che presto la morte gli avrebbe fatto visita. Questa ossessione diventa, una fonte d’ispirazione per le sue fotografie.

LaChapelle nelle sue foto da importanza alla tecnica quanto al messaggio: con lo stesso linguaggio glitterato della finzione, attraverso colori elettrici, superfici laccate e un nudo sfacciato e aggressivo, le sue fotografie esprimono le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, il benessere, il superfluo e l’esigenza inappagabile di apparire. Dai celebri “ritratti” delle star degli anni ’80 e ‘90 a una riflessione sui concetti di sacro e sacrilego (da cui la serie The Deluge ispirata al Diluvio Universale della Cappella Sistina)​,​ fino all’indagine surreale dedicata al paesaggio, dove impianti petroliferi e stazioni di rifornimento sono ricostruiti attraverso materiali riciclati, cartoni delle uova, bigodini, schede madri per pc, cannucce. Quando arriva al massimo della carriera decide di aprire una fattoria a Maui, un paradiso autosostenibile.

Parlando di tecnica, il fotografo ha proiettato foto e video del periodo analogico anni ’80, quando dipingeva i negativi, prima dell’epoca digitale. Negli ultimi anni è ritornato all’analogico, perché la sua fotografia si avvicina molto all’arte.

Nell’ultimo periodo le sue foto si ispirano alla natura e al paradiso.

Incontro con Steve McCurry, in occasione della presentazione del suo ultimo libro Il mondo di Steve McCurry nell’Aula Magna al Palazzo del Bò di Padova.

Incontro con Maurizio Galimberti, in occasione della presentazione del suo ultimo libro Portraits, alla casa Dei Tre Oci Venezia.